Adesso si.

Piove da tre giorni senza mai smettere e più piove più il mio letto diventa comodo e più dormirei.
In autunno aumenta la severità, i buoni propositi, la pigrizia e gli sbadigli.
Finalmente ho cambiato casa. Dopo due mesi di improbabili messe a punto finalmente vivo in uno spazio che mi assomiglia e che mi conforta. Vivo con altre tre ragazze. Una svizzera, una neo-zelandese e una mezzo indiana, mezzo svizzera, nata a Nairobi ma cresciuta in Canada. A questo giro le differenze sono così profonde che mi tocca prenderle con filosofia.
C'è chi mangia tutte le spezie del mondo tutte insieme, chi soffre dolori mestruali che praticamente la uccidono e chi ha il miglior senso dell'umorismo degli ultimi dieci anni a questa parte.
Nel frattempo non smetto mai di partire, di fare e disfare la stessa valigia, di accendere il computer e bere tanto caffélatte.
Adoro il caffélatte ho scoperto. Non per forza il cappuccino che mi fa tanto pubblicità della Bella Italia, ma il caffé con tanto latte, lo zucchero e una bella tazza. Deve essere molto caldo.
In uno dei libri di Scerbanenco, Duca Lamberti dice che le donne che non hanno paura di mangiare sono le migliori. Speriamo valga anche per il caffélatte.
Non scrivo da mesi. Tre per essere precisi.
Non scrivo da quando sono arrivata a Ginevra con la mia bella sacca e una valigia con le rotelle. Sono arrivata con la sensazione precaria che mi accompagna da un paio di anni a questa parte e invece che diminuire la sensazione precaria aumenta.
I fattori che influenzano la mia precarietà sono: continuo ad abitare nello stesso deprimente monolocale che mi ha prestato la società in modo “provvisorio” al mio arrivo. Non piango forte, ma nemmeno rido forte. Qualsiasi cosa faccia, la faccio in modo disordinato e poco efficace. Non viaggio abbastanza. Non esco abbastanza. Non conosco nuova gente. Non ricordo l’ultima volta che ho fatto l’amore, comunque parliamo di mesi.
Non è che mi sia dimenticata del blog, per carità. È solo che un blog va riempito di pensieri agili e io sono impastata in sabbie mobili che perdureranno almeno fino alla fine di agosto. Non vedo l’ora che arrivi questo benedettissimo mese di settembre, con tutti i suoi buoni propositi e attività.
E soprattutto la sensazione che qualsiasi cosa possa cambiare.Anche la mia precarietà caratteriale.
Tutti quelli che non capiscono una parola di quello che dico.
E quelli che non ascoltano.
Uccido quelli che non mi piacciono
e quelli che si mettono le dita nel naso.
Quelli che non hanno le lentiggini
e quelli che parlano secondo il percorso tracciato.
Ammazzo le bugie e poi la verità
e poi quelli che non sanno ancora come baciare.
Ammazzo le donne, gli anziani e anche i conducenti della tpg.
Uccido i bei sogni, le belle canzoni, le lacrime amare
e quelle che prudono in gola.
Ammazzo il sole troppo forte,
le borse troppo pesanti.
I pensieri accecanti,
I momenti persi, tutti i rimpianti.
I franchi svizzeri, gli euro e i dollari.
Uccido per denaro e anche per vendetta.
è particolarmente bella quando arriva e porta cambiamenti. cambio casa. cambio tutto. vedo.




